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San Cassiano - il Patrono

Dagli Atti di San Cassiano, vescovo e martire, di autore anonimo,
secondo un manoscritto conservato presso i Padri dell’Oratorio di San Filippo.

Cassiano era nato a Todi, città della provincia imperiale di Toscana, da Ablavio, eroico soldato di Diocleziano, e della figlia di Cromazio, prefetto di Roma.

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I Santi Gervaso e Protaso

Le notizie piú antiche sui santi Gervasio e Protasio risalgono al 386, anno della invenzione dei loro corpi a Milano ad opera di s. Ambrogio.

58350Il 7 giugno 386, nella zona cimiteriale di Porta Vercellina (nell’area compresa tra la basilica di S. Ambrogio, l’Università Cattolica e la caserma Garibaldi), nel sottosuolo antistante la basilica cimiteriale dei SS. Nabore e Felice, s. Ambrogio fece operare uno scavo: vi si trovarono i corpi dei due martiri il cui ricordo era andato praticamente perduto nella Chiesa di Milano: tuttavia i vecchi, ad invenzione avvenuta, affermarono di averne sentito, un tempo, i nomi e di averne letta l’iscrizione sepolcrale. S. Agostino, presente a Milano in quegli anni e Paolino di Milano, segretario e biografo di s. Ambrogio dicono che il santo ebbe una rivelazione (i due scritti sono rispettivamente del 397-401 e del 422); s. Ambrogio, invece, scrivendo alla sorella Marcellina la cronaca di quegli avvenimenti, parla solo di un presentimento.

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L'Oratorio di s. Cassiano

Oratorio S.CassianoL’Oratorio di San Cassiano è tra i più antichi edifici macheriesi.
Testimonianze della sua presenza sono contenute negli atti inerenti le visite pastorali, a partire dal sedicesimo secolo.
Già allora si parlava di ecclesia vetusta: è verosimile che la costruzione risalga al tredicesimo secolo, se non addirittura a un periodo precedente.
Luogo di culto per la scarsa povera popolazione macheriese, l’Oratorio subì l’inevitabile deterioramento dovuto alla mancanza di interventi manutentivi.
Sistemazioni di notevole peso furono avviate ai primi del 1700 e, recentemente, nel 1985.

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Il progetto della nuova chiesa

L’ampliamento dell’edificio settecentesco

Attorno alla metà dell’ottocento la chiesa parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso, riedificata come sappiamo circa un secolo prima, non era più adeguata per le esigenze di una popolazione oramai molto cresciuta. Alcune sue parti si trovavano poi in uno stato di avanzato degrado e necessitavano pertanto un immediato intervento. Nel 1859 si provvide così al restauro della cappella della Beata Vergine Addolorata, la cui immagine fu allora “inverniciata dal Moroni di Milano”. Sei anni più tardi venne restaurata la cappella sita “dalla parte degli uomini”, cioè dal lato della chiesa che, durante le funzioni religiose, era riservato ai fedeli di sesso maschile. Essendo poi “logoro ed indecente”, il dipinto della Vergine con angelo custode che l’adornava venne sostituito da un altro raffigurante “S. Ambrogio in gloria e S. Carlo in preghiera”. Ideato dallo stesso parroco don Carlo Tancredi Vassalli, il dipinto fu realizzato dal pittore Luigi Bianchi di Milano a spese della nobile Marietta Greppi della Maldura.

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